Colori ed emozioni
La carta
La carta è un materiale igroscopico, composto da materie prime soprattutto vegetali, unite per feltrazione ed essiccate. Si presenta nella forma di fogli sottili. Può essere arricchito da collanti, cariche minerali, coloranti e diversi additivi.
Il significato della parola carta è piuttosto incerto. Secondo alcuni studiosi, deriverebbe attraverso il latino charta, dal greco χαράσσω (charàssō) con il significato di incidere, scolpire. I termini corrispondenti paper anglosassone, papel spagnolo e papier francese e tedesco, derivano invece dalla pianta del papiro, utilizzato dagli antichi Egizi per scrivere fin dal 3000 a.C., e successivamente da Greci e Romani.
In seguito la pergamena, ottenuta per la lavorazione di pelli di animali, sostituì per la scrittura il papiro, che cresce esclusivamente in regioni dal clima tropicale. In Cina i documenti venivano scritti sul bambù ed erano per questo ingombranti da conservare e trasportare. Occasionalmente veniva usata la seta, ma era troppo costosa. La carta araba giunse in Europa nel XII secolo: il primo luogo in cui fu lavorata fu Xàtiva (1150). Importata da Damasco attraverso Costantinopoli, o dall'Africa attraverso la Sicilia, era un prodotto mediocre se paragonato alla pergamena: Federico II in un editto del 1221 ne proibì l'uso negli atti pubblici data la sua deperibilità.
Tuttavia il consumo non fece che aumentare vista la sua decisa economicità. Nel XIII secolo le flotte mercantili del Mediterraneo e dell'Adriatico, finanziate da grossi commercianti (in gran parte veneziani e genovesi), si spartivano il fiorente mercato. Le cose cambiarono dal 1264 quando a Fabriano, nelle Marche, nella prima cartiera europea si cominciò a preparare la pasta utilizzando la pila idraulica a magli multipli azionati da un albero a camme collegato a una ruota idraulica.
Più efficienti del mortaio dei cinesi o della mola degli arabi, mossi da uomini o animali, i magli, lavorando in verticale, sfibrano canapa e lino più velocemente e meglio, riducendo così i costi e migliorando la qualità. Anche il telaio (forma o modulo) da immergere nel tino cambiò: l'intreccio di cotone, bambù o canne fu sostituito da un intreccio in ottone e rimarrà pressoché invariato fino al XVIII secolo. La collatura con amido di riso o grano fu cambiata con una a base di gelatina animale - il carniccio - che migliora caratteristiche come l'impermeabilità o la resistenza a insetti e microrganismi.
La nuova tecnologia ebbe un notevole successo e presto sorsero nuovi mulini in tutta l'Italia settentrionale, e in particolare sulla sponda occidentale del lago di Garda nella valle del fiume Toscolano, nel territorio dell'allora Repubblica di Venezia, denominata da quel tempo "valle delle cartiere".
La carta italiana, di qualità migliore, più economica e soprattutto cristiana si impose velocemente in tutta Europa. Il monopolio della carta italiana durò fino a metà del XIV secolo, quando nuovi centri cartari sorsero prima in Francia e poi in Germania. La prima metà del XV secolo vide la Francia primeggiare nella produzione della carta, ma nella seconda metà, per le alte tasse sui mulini e sul trasporto degli stracci, il grosso della produzione si spostò verso l'Olanda.
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